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News - Ereditare una passione: i nonni e gli anziani al centro della sesta video catechesi

Ereditare una passione: i nonni e gli anziani al centro della sesta video catechesi

11/05/2022

Ereditare una passione: i nonni e gli anziani al centro della sesta video catechesi

Roberto Oliva è campione italiano di kickboxing. Ma la bravura sul ring non è il suo unico talento: è bravissimo con le marionette, sa come farle muovere e parlare, sa inventare storie con Pulcinella e Arlecchino. Un tratto che gli è stato tramandato dal nonno Carlo Piantedosi, storico burattinaio del Gianicolo, con cui Roberto ha sempre avuto un rapporto speciale. Lo racconta nel cortometraggio “Ereditare una passione”, che ci riporta a una tradizione tutta romana e, soprattutto, ci fa entrare nella vita di una famiglia unita, nella quale i nonni rivestono un ruolo importante.

A ricordare l’importanza di chi è avanti con gli anni è anche la catechesi dedicata a “I nonni e gli anziani”, la sesta pensata per accompagnare i fedeli verso il al X Incontro mondiale delle famiglie, in programma a Roma dal 22 al 26 giugno 2022, organizzato dal Dicastero per i laici, la famiglia e la vita e della diocesi di Roma. Il cortometraggio, realizzato dal regista Antonio Antonelli, è abbinato alla catechesi, così come gli altri già presenti sul sito internet.

«Anche i nonni e gli anziani fanno parte delle nostre famiglie – si legge nella catechesi –. Oggi un’imperante cultura dello scarto tende a considerare gli anziani poco importanti e addirittura insignificanti per la società. La vecchiaia è invece un tempo ulteriore per rispondere alla chiamata di Dio. Si tratta sicuramente di una risposta nuova, diversa e sotto certi aspetti anche più adulta e matura. La vocazione all’amore è una chiamata che Dio ci fa in ogni fase della nostra vita. Ciò significa che anche i nonni e gli anziani sono chiamati a vivere la grazia del loro rapporto con il Signore, attraverso le relazioni con i figli, i nipoti, i giovani e i bambini. La risposta a questa chiamata si articola in due direzioni: una è data da ciò che essi possono offrire agli altri attraverso la loro esperienza, la loro pazienza e la loro saggezza; l’altra da ciò che essi possono ricevere dagli altri nella loro condizione di fragilità, di debolezza e di bisogno. Gli anziani offrono, in tal modo, a se stessi e a chi entra in relazione con loro un’ulteriore occasione di crescita umana, autentica e matura».